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LE DEE LUNARI parte nona – INCONTRO CON ESTIA: LA SACERDOTESSA

LE DEE LUNARI parte nona – INCONTRO CON ESTIA: LA SACERDOTESSA

Abbiamo già parlato del mito di Estia nella quinta puntata, tuttavia voglio ancora raccontare una sfaccettatura di un immaginario incontro con lei… come ricordiamo era una Dea che aveva trovato la sua centratura nella spiritualità, nella sacralità delle azioni che compiva nelle sue mura domestiche, nella solitudine. Il suo simbolo difatti è il focolare, attorno al quale lei svolge tutte le azioni della giornata. Esso rappresenta il suo fuoco interiore che la scalda, quel centro dal quale emana energia per sé e per chi accoglie e, come una Sacerdotessa, lo custodisce come un fuoco sacro, capace di contenere e nutrire.

LA SACERDOTESSA:

Mentre i miei pensieri si sperdevano sulla spiaggia e si rincorrevano qua e là fra le onde, il sole asciugava la mia tristezza, la brezza mi restituiva il respiro. Ero lì, naufraga di me stessa, avevo abbandonato tutto, o meglio, era il tutto ad avere abbandonato me, ed io ero fuggita da quel punto dove mi ero sentita abbandonata…

LE DEE LUNARI parte ottava: le Dee Vulnerate – ERA

LE DEE LUNARI parte ottava: le Dee Vulnerate – Era

ERA:
Ed eccoci arrivati alla terza delle Dee “Vulnerate”, che come ricordiamo sono: Demetra, Persefone ed Era, le quali incentravano la loro esistenza intorno al nutrimento, al matrimonio e all’accudimento. Abbiamo già parlato dei Miti di Demetra e Persefone nelle precedenti puntate, oggi ci concentriamo su ERA, la Dea del matrimonio, che incarna il ruolo della moglie fedele, sposata con Zeus, suprema divinità dell’Olimpo, che regnava sul cielo e sulla terra. Veniva molto venerata, in quanto i greci la identificavano nella Grande Madre, quindi dispensatrice di nutrimento, tanto da pensare che la Via Lattea si fosse formata dallo sgorgare del latte dal suo seno, e che le gocce che cadevano sulla Terra generavano splendidi Gigli bianchi, simbolo di fertilità. Era molto bella, ed i suoi gradi occhi incantarono Zeus, con il quale sapeva anche essere molto gelosa e vendicativa, a causa delle continue scappatelle di lui.

NEL MITO:
… Anche lei figlia di Rea e di Crono, che la inghiottì come i suoi fratelli …

INCONTRO CON PERSEFONE

INCONTRO CON PERSEFONE

… Non so da quanto, cammino sul crinale di una montagna, una vallata dai colori smorzati dall’inverno si staglia fino all’orizzonte. Scendo nella sua culla e poi risalgo ancora. In cima un altopiano con un paesaggio mozzafiato, battuto da un gelido vento. Il mio sguardo vaga fra i cespugli, tra i fili d’erba, in cerca di un probabile sentiero la cui traccia si è confusa, come i miei pensieri… e poi in fondo, lontano, quasi al limitare della prateria, un arco antico, in pietra, come se delimitasse un confine perduto nella memoria. Mi avvicino e lo vedo sempre più imponente, con colonne incise di geroglifici incomprensibili ed un arco decorato con ornamenti perfettamente simmetrici. E se questo fosse il passaggio con l’aldilà? Nel mio immaginario me lo sono sempre configurato così… e poi ricordo, un gioco che facevo da bambina, chiudevo gli occhi e …

LE DEE LUNARI parte sesta: le Dee Vulnerate – PERSEFONE

LE DEE LUNARI parte sesta: le Dee Vulnerate – PERSEFONE

… Persefone (che da giovane si chiamava Kore), unica figlia di Demetra e Zeus, era una fanciulla spensierata e giocava con le amiche nelle verdi praterie, raccogliendo i fiori. Un giorno mentre si soffermò davanti ad un profumatissimo narciso, emerse dalla terra Ade, con il suo carro possente e la trascinò con sé nel suo mondo sotterraneo, per farne la sua sposa, pur contro la sua volontà. Questa discesa agli inferi la costrinse a mettersi a contatto con la sua parte bambina, insicura ed impaurita, e a farsene carico…

LE DEE LUNARI parte quinta: le Dee Vergini – Estia

LE DEE LUNARI parte quinta: le Dee Vergini – Estia

Ed eccoci giunti alla terza Dea Vergine; delle altre due (Artemide e Atena), abbiamo parlato nelle precedenti puntate. Ricordiamo che questo tipo di Dee era indipendente, la propria vita era incentrata sui personali obiettivi, non avevano bisogno di dipendere dagli altri, e bastavano a sé stesse.

ESTIA:

Tuttavia Estia si distingue dalle altre due, che sono molto prese dalle loro conquiste che le pongono sempre al centro dell’attenzione, in quanto lei, la sua centratura, la trova più nella spiritualità, nella sacralità delle azioni che compie nelle sue mura domestiche, nella solitudine. Il suo simbolo difatti è il focolare, attorno al quale lei svolge tutte le azioni della giornata. Esso rappresenta il suo fuoco interiore che la scalda, quel centro dal quale emana energia. Questo focolare ha la forma di un cerchio, intorno al quale la vita si concentra e tiene uniti tutti coloro che vi sono riuniti. Ecco perché è importante tenere la fiammella sempre accesa …

LE DEE LUNARI parte quarta: le Dee Vergini – ATENA

LE DEE LUNARI parte quarta: le Dee Vergini

ATENA:

Dea dei mestieri e della saggezza, nata dalla testa di Zeus già adulta, non ha vissuto l’infanzia, la parte più tenera che si esprime nel rapporto con la mamma. Ha quindi sviluppato più durezza e distacco e non tollera la debolezza. È una guerriera stratega, e viene rappresentata con elmo, scudo, lancia ed una corazza, che simbolicamente la protegge dalle emozioni, ma la fa diventare poco empatica. La sua modalità più fredda, pratica e razionale la fa sentire più affine al maschile, difatti proteggeva gli eroi. Aveva un rapporto privilegiato con il padre, che l’aveva generata, ed ignorava l’esistenza della madre…

LE DEE LUNARI parte terza: Ecate

LE DEE LUNARI parte terza: Ecate

Nelle scorse puntate abbiamo visto che Le tre Dee associate alle fasi lunari sono: Artemide, che rappresenta la giovinezza, Demetra la maturità, ed Ecate la vecchiaia. Abbiamo già raccontato di Artemide, di Demetra e di Persefone (il cui mito era strettamente collegato), ora parleremo di Ecate.

ECATE:

Ecate è collegata alla fase della Luna calante e a quella nuova, quindi anche al passaggio dal buio alla luce, dalla morte alla rinascita. Colei che accompagna gli esseri in questo passaggio. Simboleggia l’anzianità, la saggezza, la maturità la menopausa. Il suo mito è antichissimo e ha subito dei cambiamenti nei secoli…

LE DEE LUNARI parte seconda: DEMETRA

LE DEE LUNARI parte seconda: DEMETRA

Nella scorsa puntata abbiamo visto che Le tre Dee associate alle fasi lunari sono: Artemide, che rappresenta la giovinezza, Demetra la maturità, ed Ecate la vecchiaia. Abbiamo già raccontato di Artemide, oggi paliamo di Demetra ed inevitabilmente di Persefone, il cui mito è strettamente collegato…

DEMETRA:

Demetra rappresenta la fase della Luna piena, ed esprime la pienezza della donna adulta, protettrice della natura e dei raccolti, estremamente materna. Difatti è l’unica che viene riconosciuta con il potenziale di Grande Madre, anche nel patriarcato. Dovrà attraversare tre fasi importanti nella sua crescita. 1) Il suo femminile inizialmente è totalmente incentrato sulla relazione con la figlia Persefone, in una sorta di simbiosi che non consente alla fanciulla di staccarsi per crescere. 2) Difatti ci sarà una separazione traumatica, voluta da Zeus e attuata da Ade, che in qualche modo ristabilirà i ruoli, consentendo a Persefone di individuare il suo femminile, staccato dalla madre e a Demetra di trovare una sua dimensione di nutrimento al di fuori della diade con la figlia. 3) in seguito alle due viene concesso di passare parte dell’anno insieme, ma il loro rapporto si è trasformato, ed ognuna ha acquisito una propria individualità che consente loro di realizzare delle cose insieme anche su un livello più paritario e spirituale.
Nel Mito si racconta che Demetra, era strettamente legata alla figlia Persefone …

IL MONDO DELLE EMOZIONI LETTO ATTRAVERSO L’ARCHETIPO DELLA LUNA. Le dee lunari: Artemide

IL MONDO DELLE EMOZIONI LETTO ATTRAVERSO L’ARCHETIPO DELLA LUNA

In astrologia, la luna, con la mutevolezza dei suoi cicli, è strettamente legata al femminile, alle emozioni, al bisogno di contenimento e di appartenenza. Attraverso la lettura della propria Luna, nel tema natale, possiamo rintracciare il nostro sentire più profondo, come lo mettiamo in campo nella vita e quanto ne siamo consapevoli.
Anche la lettura dei miti lunari ci dà un prezioso spunto di riflessione ed immedesimazione nelle tante sfaccettature del femminile.

Le dee lunari:

Ad ogni fase lunare, corrisponde una fase della vita che viene rappresentata da una divinità trifasica, raffigurata dai miti di tre dee.
(Inoltre il femminile viene incarnato da sei dee lunari ed una venusiana, che provengono dallo spezzettamento della Grande Madre e rappresentano gli archetipi del femminile, con la loro modalità di espressione. La lettura dei loro miti porta un messaggio più diretto alla propria anima, dato dall’immediatezza di un linguaggio che sembra appartenerci fin dalla notte dei tempi …)

Le tre dee associate alle fasi lunari sono: Artemide, che rappresenta la giovinezza, Demetra è la maturità, ed Ecate la vecchiaia. Ma vediamole da vicino:

Artemide:

Dea della Natura e della caccia, protettrice delle partorienti, viene associata alla Luna crescente, rappresenta l’adolescenza, la giovinezza…

Raccontami una fiaba… Ricordi del Mago di Oz: 19° puntata conclusiva, a cura di Paola Mazzarino “Ritorno a casa”

Raccontami una fiaba…

Ricordi del Mago di Oz: 19° puntata conclusiva, a cura di Paola Mazzarino

“Ritorno a casa”

… – “Basterà che tu batta i tacchi tre volte, e facendo solo tre passi, sarai a casa”. Dorothy spalancò gli occhi, colmi di stupore, e con lei l’intera combriccola rimase senza parole…

…Anche Glinda rimase per un attimo in silenzio, forse pure lei stupita del loro stesso stupore, poi disse: – “avresti potuto farlo sin dall’inizio” – “sì, certo, ma non avrei mai conosciuto i miei amici, e a quest’ora lo spaventapasseri starebbe ancora appeso ad un palo, senza un cervello, e il boscaiolo starebbe bloccato con le sue giunture arrugginite e senza un cuore, e il leone continuerebbe ad essere un codardo, invece ora è pieno di coraggio. Inoltre non avremmo sconfitto le Streghe malvagie e liberato Oz, che in qualche modo è potuto tornare a casa” – “infatti, questo viaggio è stato utilissimo, direi necessario per la vostra completezza. Ed ora sei pronta a tornare a casa, piena di cose nuove da raccontare?” …

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IL MONDO DEI COLORI Un viaggio tra il Visibile e l’Invisibile – cap.5 – di Daniela Deneb Felici

L’ulteriore distinzione fra colori Caldi e colori Freddi, riguarda la loro qualità energetica e l’effetto che provoca su di noi soprattutto in relazione ad un eventuale riequilibrio psichico qualora si presentassero forti dominanze degli uni o degli altri, ma non andremo per il momento ad approfondire questo aspetto, rimandandolo a future sessioni nelle quali affronteremo sia gli aspetti psicologici che terapeutici collegati ai colori.
Per il momento ci soffermiamo ad osservare e descrivere le loro differenti energie: i colori caldi comprendono tutte le sfumature che vanno dal giallo al rosso e i colori intermedi. La loro energia è espansiva, radiante, estroversa, che si esprime, nel rosso, come forza, calore, assertività ma anche come rabbia, e nel giallo come movimento, ricerca, desiderio di abbondanza, di luce e di chiarezza, ma anche come avidità o eccessiva ambizione
I colori freddi coprono il range che va dal verde al blu e le sfumature intermedie, oltre ai complementari in cui sono inclusi i colori caldi ma in proporzioni minori.
La loro energia è raccolta, centripeda, introversa, profonda. Nel blu comunica calma, sobrietà, fiducia….

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La bellezza è naturale

In un’epoca come la nostra, in cui tutto va’ di fretta, si è distratti, non si ha il tempo di osservare ed ammirare i colori e la bellezza di tutto ciò che il creato ci offre in ogni stagione dell’anno. Un tempo le nostre nonne conservavano vari prodotti della terra e provavano un piacere immenso quando ammiravano i vari vasetti esposti nella dispensa , era un modo di catturare il calore del sole, il profumo della terra e del vento, i colori delle stagioni, la poesia e l’incanto di luoghi e momenti.

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Sembrerebbe che la percezione dei colori abbia avuto un’evoluzione nella storia dell’umanità, e sia andata di pari passo con l’evoluzione della coscienza.
C. Widman, nel suo saggio “Sul Significato dei Colori” ce ne fornisce una sintesi significativa: “Alla fine degli anni Sessanta, Berlin e Kay dimostrarono che il lessico cromatico delle lingue più primitive conosce solo due termini (chiaro/scuro, bianco/nero). E sorvoleremo sul fatto se l’uomo fosse dotato fin dall’inizio delle strutture fisiologiche atte alla percezione e alla discriminazione dei colori, oppure se gliene mancassero le strutture cognitive”.
Resta il fatto che l’esperienza cromatica è originariamente limitata al chiaro e scuro, al bianco e nero (come, più tardi, avvenne per la fotografia, per il cinema, per la televisione, per i video-games).

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Sitate Benedette

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