massaggio sonoro

Risveglio Quantico: come sono arrivata ad utilizzare il suono come strumento di evoluzione

Risveglio Quantico – il bagno sonoro che cambia la vita
E’ da oltre 5 anni che utilizzo il suono come strumento di evoluzione dell’essere e il modo in cui è successo è veramente meraviglioso. Voglio spiegare perché ho chiamato un bagno sonoro con le campane tibetane, le campane di cristallo e la voce Risveglio Quantico. Per chi non viaggia questo sentiero questa storia può apparire bizzarra, ma se così fosse non sareste su questa pagina a leggere questo articolo. Apri la tua mente e ti aiuterà a viaggiare nei sentieri del cuore verso infinite possibilità.
La frequenza del nostro pianeta si sta alzando e la nostra struttura mentale e fisica ha bisogno di adattarsi a questo cambiamento e il suono fa proprio questo e lo fa in modo accelerato. Anche se tutto può sembrare difficile al momento, stiamo andando verso qualcosa di più elevato. Come le doglie di un parto, stiamo vivendo il dolore del cambiamento per arrivare alla nascita di un nuovo mondo, un nuovo intento, la verità di chiamo, vibrazione nella materia.

ARTICOLI RECENTI

Raccontami una fiaba… Ricordi del Mago di Oz: 2° puntata, a cura di Paola Mazzarino

Raccontami una fiaba…

Ricordi del Mago di Oz: 2° puntata a cura di Paola Mazzarino

…E così dopo la prima puntata, emersa unicamente dal magazzino dei miei ricordi, decisi che dovevo andare a rileggermi il libro. Così mi arrampicai sugli scaffali e lo trovai in mezzo ai tanti libri, un po’ impolverato. Mi immersi immediatamente nella lettura, che mi catturò per settimane, ma decisi che volevo attraversare questa fiaba, che tanto mi aveva affascinata. Presi carta e penna e la riscrissi, come se fossi io la Dorothy che si avventurava in quel fantastico mondo….

…Dunque Dorothy si mise in viaggio, lungo la strada lastricata di ciottoli color verde chiaro; doveva arrivare alla città di Smeraldo …

Raccontami una fiaba… Ricordi del Mago di Oz: 1° puntata

Raccontami una fiaba… Ricordi del Mago di Oz: 1° puntata a cura di Paola Mazzarino

Quando ero piccola, come tutti i bambini, avevo una fiaba preferita, di cui mio zio teneva il libro. Ricordo che andavo spesso da lui per sfogliare quelle pagine che a me sembravano meravigliose e sempre pensavo che quando sarei stata grande avrei riscritto quella storia. oggi dalla mia memoria riemerge l’inizio della fiaba:

C’era una volta una bimba ricciuta e piena di lentiggini di nome Dhoroty…

Raccontami una fiaba…

Raccontami una fiaba…
La fiaba, la mitologia, l’astrologia, sono state tra le prime forme di psicologia fin dall’antichità, dove attraverso i simboli, gli archetipi, gli eroi, l’uomo si è sempre identificato per interpretare il suo viaggio e accedere alla sua natura più profonda.
Il potere magico della fiaba sta nella capacità di trasformare l’esperienza di ciò che viene raccontato, in esperienza personale, attraverso l’immedesimazione con personaggi che sembrano muoversi in un percorso scritto proprio per noi, nel momento stesso che l’ascoltiamo. Come nei sogni, entriamo in contatto con la nostra parte più profonda, attraverso i simboli che fungono da ponte tra conscio e inconscio, liberando il potenziale innato. Ogni personaggio prende vita nella gamma dei nostri “archetipi” personali e ci rappresenta nel nostro viaggio dell’eroe, dove principi, principesse, draghi, fate, streghe e quant’altro ci danno modo di percorrere simbolicamente e “magicamente” le nostre istanze, i nodi, le paure, i desideri, restituendoci un contatto con le nostre motivazioni più creative, espressione vitale della nostra essenza, e riappropriandoci di questi simboli archetipici che ci accompagnano nel viaggio verso noi stessi attraverso la vita.

Dopo questo preambolo voglio condividere un pezzetto di Alice nel mondo delle meraviglie, così come me lo ricordo, senza averlo più letto da anni, ma che in qualche modo è rimasto vivo dentro di me, forse perché rappresenta, simbolicamente, momenti della mia esistenza.

Ispirandomi alla fiaba di Alice

…Alice cominciò a precipitare, dapprima lentamente, poi sempre più velocemente e precipitava, precipitava…

Plastica

Oramai dovresti saperlo che ingeriamo l’equivalente di plastica di una

CATEGORIE