Raccontami una fiaba… Ricordi del Mago di Oz: 6° puntata a cura di Paola Mazzarino

Raccontami una fiaba…

Ricordi del Mago di Oz: 6° puntata a cura di Paola Mazzarino

Verso la città di Smeraldo…

…Fu un grande sbadiglio del leone a dare la sveglia a tutti, stava ancora adagiato sul traballante carretto e si rese conto che non era molto comodo – “cosa ci faccio qui? Ricordo di essere crollato fra i papaveri! Come avete fatto a salvarmi?” Dorothy gli raccontò tutta la vicenda della regina dei topi e di tutto il suo popolo che lo trasse in salvo, grazie anche al carretto che costruì il boscaiolo che permise di trascinarlo lontano dal campo avvelenato. – “Accidenti però! Io che credevo di essere grosso ed invincibile, invece sono stato annientato da esili fiorellini e poi salvato da piccoli topini. Com’è strana la vita, a volte sono proprio le piccole cose a determinare le situazioni. Non si smette mai d’imparare!” – “E già” annuì lo spaventapasseri, come se un’improvvisa saggezza lo avesse pervaso. – “Che ne dite di partire?” disse Dorothy – “dobbiamo anche ritrovare il nostro sentiero di pietre verdi, che con tutti questi fiori abbiamo perso”. Camminarono per un po’ su quel morbido prato vellutato e presto intravidero la loro stradina che proseguiva liscia fra dolci praterie. Si erano lasciati alle spalle la parte più pericolosa ed impervia del tragitto. Cominciavano a vedersi alcune casette e ai bordi la strada era contornata da verdi staccionate, che preannunciavano l’avvicinarsi di un paese. Anche le casette, sempre più frequenti, erano verdi. Da qui si presagiva che sicuramente la città di Smeraldo non doveva essere lontana.
Passarono una giornata tranquilla, senza imprevisti di sorta. Il percorso era tutto in pianura e ben tracciato, quasi una passeggiata, ma Dorothy pensò che almeno per una notte avrebbero avuto bisogno di fare un pasto caldo e di dormire in un vero letto. Così pensò di bussare ad una casetta con la speranza che qualcuno li accogliesse, anche se le era stato raccontato che da quelle parti la gente era molto chiusa. Fece capolino dalla porta appena schiusa una signora dall’aria diffidente. Dorothy le raccontò tutta la loro storia in modo un po’ sintetico, saltando di proposito le parti più paurose per non spaventarla troppo e anche per non risultare poco credibile, non si sapeva mai; ma la donnina guardava il leone con un certo timore. Dorothy, che lesse nel suo sguardo, disse – “non devi aver paura, lui è un leone un po’ diverso, è un paurosone, non farebbe male a nessuno, infatti viene anche lui da Oz per farsi dare il coraggio”. Alla fine li fece entrare e aggiunse i posti a tavola, insieme ai suoi due bambini e al marito. Mangiarono una bella ciotola di zuppa e del formaggio di capra con il pane nero; anche se il leone si riprometteva di andare a caccia presto. – “Come mai andate alla città di Smeraldo?” chiese il marito della donna – “dobbiamo incontrare il mago di Oz per farci aiutare a compiere le nostre missioni di cui parlavo pocanzi a tua moglie” – “capisco, lui certo ha il potere per farlo” – “che aspetto ha?” – “nessuno lo sa, lui non si è mai fatto vedere per quello che è veramente, ogni volta assume un aspetto diverso, è un mago”. Finita la cena la donna accompagnò gli ospiti in una stanza con un gran lettone, dove passarono finalmente una notte confortevole e al protetto.
Alle prime luci dell’alba, dopo aver salutato e ringraziato l’ospitale famigliola, si rimisero in cammino alla volta dell’ormai prossima meta. Non passò molto tempo che già si cominciavano ad intravedere in lontananza le verdi mura che circondavano la città di Smeraldo. Dall’eccitazione incominciarono ad accelerare il passo verso un imponente portone di legno massiccio, anch’esso color smeraldo, incastonato di pietre preziose dalle mille sfumature di verde, naturalmente. Dorothy si sentiva emozionata, ma anche un po’ timorosa, stringeva a sé Toto, come per proteggerlo da qualcosa d’ignoto. Dov’era il campanello? Bastava battere gli anelloni di ottone alla porta per bussare, o c’era un modo più “regale” per farsi aprire? Mentre rifletteva sul da farsi il boscaiolo pigiò l’unica pietra rossa in mezzo alle tante verdi e il portone quasi magicamente si aprì. Era davvero pesante e lo spinsero con circospezione per entrare. Una guardia con la divisa color smeraldo e con persino la pelle un po’ verdognola sbarrò loro la strada ponendo la sua lancia di traverso. – “chi siete e cosa volete? Io sono il guardiano della soglia e se non avete un valido motivo, di qua non passerete” – “vogliamo incontrare il Mago di Oz” disse Dorothy. La guardia abbandonò la sua area altera per lo stupore. Come era possibile che una bambinetta con a seguito una strana combriccola, osasse nominare il nome di Oz e addirittura chiedesse di vederlo!? – “Nessuno ha più visto Oz da anni, lui è molto potente e saggio, passa le sue giornate in meditazione e nessuno può disturbarlo. A meno che non abbiate una valida ragione, pena la vostra distruzione per aver osato disturbarlo” – “le nostre ragioni sono vitali, oserei dire…”. Dopo aver ascoltato tutta la storia la guardia disse – “se così stanno le cose penso che sicuramente Oz vi potrà aiutare; ha tutto quello di cui avete bisogno, ma per entrare nella città dovete indossare degli occhiali con le lenti verde scuro, perché qui è tutto così luccicante che rimarreste accecati, tutti gli abitanti li indossano”. Aprì un baule che stava all’ingresso e ne estrasse un paio per ognuno, persino per Toto. Avevano due catenelle che passavano dietro la nuca con un moschettone finale che le chiudeva, al margine del quale era posta una piccola serratura che la guardia chiuse con una chiavetta che teneva sempre al collo. – “devo fermarvi gli occhiali con la chiave” si accinse a spiegarli – “perché è vietato toglierseli, questa è la legge! Quando uscirete dalla città ve li sbloccherò e potrete toglierli”. Dorothy e gli altri erano un po’ stupiti, ma se queste erano le condizioni per poter accedere alla città di Smeraldo ed essere ricevuti dal grande mago, di certo non avrebbero protestato. A questo punto la guardia, dopo aver indossato anche i suoi occhiali, prese un’altra chiave d’oro e apri un altro portone che li introdusse finalmente lungo le scintillanti vie della città smeraldina…

Paola Mazzarino, consulente in Astrologia e Tarologia psicologica evolutiva

Condividi l'articolo