Raccontami una fiaba… Ricordi del Mago di Oz: 11° puntata a cura di Paola Mazzarino “L’affascinante storia del magico copricapo e della Principessa Gayelette”

Raccontami una fiaba…

Ricordi del Mago di Oz: 11° puntata a cura di Paola Mazzarino

“L’affascinante storia del magico copricapo e della Principessa Gayelette”

… Una volta atterrati, il capitano delle scimmie senza nessuna titubanza si avvicinò subito – “cosa posso fare per voi mia Signora?” – “mia Signora?!” – “certo, dal momento che indossi il prezioso copricapo, hai ben tre desideri da esprimere con noi e fino a quando non li avrai esauditi tutti sarai la nostra Signora”. A Dorothy sembrava strano che le venisse conferita questa posizione di comando, ma al momento, tutto sommato, le faceva anche comodo. – “Dobbiamo andare dal vecchio Oz” ordinò in modo deciso. Pensò che era meglio essere perentori con questi esseri alati, visti i precedenti. Così furono invitati tutti a prendere posto sulle spalle delle scimmie e in breve presero il volo. Dorothy viaggiò proprio con il comandante e per rompere il ghiaccio decise di tentare una conversazione – “come mai siete schiavi di questa formula magica del copricapo?” – “è una lunga storia, ma se vuoi, dato che ci vorrà qualche ora di volo per arrivare, te la racconto” – “ma certo!” disse la bambina, ben felice di poter fare amicizia – “il paesaggio è pure monotono, almeno mi distraggo” – “dunque …” esordì il comandante:

– “C’era una volta una bella Principessa che viveva in un palazzo di rubini, nelle terre del nord. Il suo nome era Gayelette. Spesso si sentiva sola e desiderava trovare un ragazzo da sposare, ma non ce n’era uno alla sua altezza: o erano brutti, o ignoranti, o addirittura tutte e due le cose insieme. Un giorno decise di indire una festa con dei giochi olimpici e d’astuzia e finalmente riuscì ad individuare un fanciullo che possedeva le qualità che lei cercava. Lo fece condurre a palazzo e, data la sua giovane età, lo istruì per alcuni anni, durante i quali ebbero modo di diventare amici e di far crescere dentro di loro un autentico sentimento d’amore; se questo non fosse accaduto la Principessa l’avrebbe lasciato andare. Appena decise le nozze, Gayelette fece tessere questo prezioso copricapo come regalo per il suo futuro sposo il cui nome era Quelala. Si dice che le costò una fortuna, circa come la metà del suo regno, anche perché era tessuto con fili d’oro, c’erano incastonate oltre cento pietre preziose e soprattutto al suo interno aveva fatto ricamare la formula magica in questione … Un giorno, mentre Quelala passeggiava nei viali dei giardini del palazzo con delle vesti ben rifinite di seta e velluto, passò in volo mio nonno, l’allora comandante delle scimmie volanti. Era un uomo di spirito e assai dispettoso e vedendo quel ragazzo tutto “agghindato”, gli sembrò un po’ fanatico e pensò di fargli uno scherzetto, prelevandolo in volo e buttandolo in un laghetto per fargli fare un bel bagnetto con le sue belle vesti da signorino. La Principessa non accolse di buon grado la scherzo e fece schiave le scimmie con quest’incantesimo. Lasciò però al suo amato il compito di esprimere il primo desiderio, come per risarcirlo dell’accaduto. Quelala dal canto suo, anche se era rimasto un po’ scocciato di aver rovinato un bel vestito, capiva benissimo che in fin dei conti era stato uno scherzo di cui non si erano ben valutate le conseguenze. Decise allora di non accanirsi troppo contro mio nonno, quindi gli ordinò solo di non farsi più vedere, per non suscitare ulteriori ire nella principessa” – “quindi gli altri due desideri non vennero più espressi?” – “no, in verità no. Ma il copricapo pochi mesi dopo, venne rubato dalla cattiva strega dell’ovest, che venne a conoscenza della sua esistenza da un rivale invidioso di Quelala; questo ebbe conseguenze inimmaginabili. Riuscì a prendere il dominio su tutto il regno, cacciando anche Oz dalle sue terre, costretto a rifugiarsi nella città di Smeraldo, che ai tempi era poco più di un villaggio situato dopo la zona desertica che circonda l’ovest, e molto prima dell’est. In una sorta di terra di mezzo. Naturalmente la città di Smeraldo non era così prima che arrivasse Oz. Fu lui a farla diventare così fiorente, pur rimanendo come una terra di confine fra l’ovest e l’est. E nonostante la magnificenza, per lui è una sorta di esilio” – “allora siamo tutti un po’ esiliati, quindi non è un caso che ci ritroviamo tutti qui?” – “già, nulla è mai per caso, ma se tu ora, avendo eliminato la strega dell’ovest, darai modo ad Oz di tornare alle sue terre, anche lui aiuterà te a fare altrettanto” – “e Gayelette?” – “lei rimase a nord, nel suo castello di rubino con Quelala, credo in una vita molto ritirata, in realtà non ne so molto …”.
Intanto in lontananza cominciavano ad intravedersi le prime luci della città di Smeraldo, in un pallido tramonto nebbioso. L’atterraggio era ormai prossimo e anche questa avventura stava per concludersi. Era stato bello ascoltare il racconto del comandante, in qualche modo ora poteva inserire un pezzo di fiaba in un’altra fiaba. Dorothy si sentiva immersa in questo mondo immaginario e stentava a tornare alla realtà, e si chiedeva alla fine quale era la vera realtà, questa o quella del Kansas? Intanto le scimmie depositarono con garbo i cinque viaggiatori davanti all’imponente portone della città di Smeraldo, che aveva ormai già qualcosa di familiare. Si accommiatarono con un caloroso saluto e, con il loro consueto frastuono, ripresero il volo. Per Dorothy era davvero faticoso affrontare tutti questi distacchi, ma capiva che era necessario se voleva tornare a casa. Per fortuna aveva ancora tutti i suoi amici con lei, erano una bella squadra unita, pronta ad affrontare la prossima tappa …

Paola Mazzarino, consulente in Astrologia e Tarologia psicologica evolutiva

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