Entanglement, Interconnessi: noi siamo TUTTO

Se raccogliessimo acqua di mare dentro una piccola bottiglia potremo dire che non è più acqua di mare? Ovviamente no. Inoltre il mare, il fiume, un ghiacciaio non appartengono forse ad un unico grande ciclo? Lo yin e lo yang non sono il mezzo di uno stesso cerchio? Anima e corpo non sono entrambi parti di noi? A ben riflettere le separazioni sono fittizie, sono un’illusione per nascondere una Verità che non siamo pronti ad accettare: noi veniamo dal Tutto, noi siamo il Tutto e al Tutto ci ricongiungeremo. Ma non solo, c’è di più, se siamo pronti a diventare consapevoli di chi siamo, se comprendiamo che la separazione tra l’Io e il sé nella nascita è solo un’esperienza, dobbiamo anche capire che siamo tutti una stessa cosa, ogni goccia del mare è mare e ognuna è importante che torni senza disperdersi, affinché esso resti grande nella sua immensità. Il popolo Maya utilizzava una parola “In lak’eche” che significava “Io sono un altro te stesso”. Anche le separazioni, le divisioni e i conflitti sono esperienze che ci occorrono per ricondurci alla strada verso casa. Ogni singola goccia deve ricongiungersi e contribuire alla meravigliosa immensità del Tutto. Il famoso psichiatra Carl Gustav Jung diceva che “oltre all’individuo esiste una società, così oltre alla psiche personale esiste una psiche collettiva e oltre all’inconscio individuale un inconscio collettivo, che cela grandi attrattive”. La fisica quantistica ha individuato e definito questo fenomeno dandogli un nome, Entanglement, dall’inglese “intreccio”, dichiarando inequivocabilmente che siamo tutti interconnessi. Esiste un collegamento tra di noi da cui non possiamo prescindere. Il neurofisiologo Grinberg-Zylberbaum dell’Università di Città Del Messico ha studiato questo fenomeno affascinante. Nel suo studio due persone, isolate in stanze diverse a molti metri di distanza, venivano collegate ad un apparecchio che rilevasse le onde cerebrali. Una delle due veniva stimolata con un impulso luminoso, una foto, un’immagine. Il tracciato delle onde cerebrali della persona stimolata risultava uguale a quello dell’altra persona che non era stata stimolata affatto. Questo fenomeno non avveniva sempre ma solo tra le coppie di persone che avevano passato insieme almeno 20 minuti prima dell’inizio dell’esperimento. Esse avevano stabilito tra di loro una connessione, un entanglement, che era stato in grado di creare una sintonia così profonda da risentire le sensazioni dell’altro. La grandezza di queste scoperte ci dovrebbe aiutare a capire il grande impatto che gli altri e le loro esperienze possono avere su di noi, perché è di fatto molto spesso impossibile separare le conseguenze del fatto che siamo intimamente interconnessi, al di là dello spazio e del tempo. Pensare ad una persona e ricevere la sua telefonata o vederla. Incontrare qualcuno per la prima volta e avere la sensazione di conoscerlo da molto tempo. Casualità? Coincidenza? Empatia, comprensione, compassione, intuizione, telepatia sono le corde che legano insieme le nostre esistenze. Noi siamo infinito fluire e scorriamo tutti insieme verso la Sorgente. Goccia su goccia su goccia, ci sovrapponiamo tornando ad essa per renderla ciò che è.

Raffaella Menichetti

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