2026: è tempo di muoversi nella Verità

Il 2026 si presenta come un anno di svolta profonda, una soglia, non tanto per ciò che accade all’esterno, quanto per il modo in cui ciascuno è chiamato a rispondere interiormente alla propria direzione, a dare forma alla propria Verità interiore. È un anno che vibra nell’energia del 10:1, la soglia in cui il potenziale si concentra e diventa atto, associata alla Yod, lettera dell’alfabeto della creazione che rappresenta il punto originario da cui tutto prende forma. In questa vibrazione non c’è dispersione, ma una chiamata alla precisione, meno possibilità, più verità. Questa energia non indugia nell’attesa, ma si pone nella presenza. Parallelamente, l’energia collettiva spinge verso il movimento, la scelta, il superamento delle stasi prolungate. Ciò che è rimasto sospeso, rimandato o trattenuto per paura tende a perdere sostegno, a disgregarsi, mentre tutto ciò che è allineato trova slancio. La Yod, come punto di origine, non parla di sforzo ma di direzione, indica il gesto essenziale, l’atto minimo ma giusto che permette alla Sorgente di Luce di manifestarsi nel concreto. Il 2026 invita a incarnare ciò che già si sa, a ridurre la distanza tra intuizione e azione, tra sentire e fare. È un anno che non chiede perfezione, ma coerenza, e che mette alla prova la capacità di restare centrati mentre si è in movimento. Le sfide emergono quando si corre senza ascolto o quando si resta fermi per eccesso di controllo, le opportunità si aprono quando l’energia viene canalizzata in una direzione chiara, sostenuta da scelte semplici e responsabili. Sul piano pratico, questo si traduce nella necessità di semplificare, di dire qualche no in più, di iniziare ciò che è pronto anche se non è ancora completo. Sul piano interiore, è un invito a fidarsi della propria percezione più essenziale, quella che non ha bisogno di giustificarsi. Il 2026 ricorda che la Luce non si manifesta attraverso l’accumulo, ma attraverso il punto, e che muoversi nella Verità dell’Anima significa avanzare senza forzare, ma anche senza rimandare. È un anno che premia chi accetta di attraversare la soglia e di assumersi la responsabilità della propria direzione, trasformando l’impulso in cammino e l’intenzione in realtà e incarnando la propria spiritualità nella quotidianità. Raffaella Menichetti

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