Pace e bene
- Ethicare
- 20 mag
- Tempo di lettura: 3 min
“Pace e bene” è una frase semplice, luminosa, quasi essenziale.
Due parole soltanto, eppure capaci di racchiudere un intero modo di vivere, di guardare il mondo, di
incontrare l’altro e di abitare se stessi.
È un saluto profondamente legato alla spiritualità francescana.
San Francesco d’Assisi, con la sua vita umile e ardente, ha incarnato un messaggio di fraternità,
semplicità, amore per il creato e riconciliazione.
Nel dire “pace e bene”, i francescani non offrono soltanto un augurio gentile: consegnano una
benedizione, un’intenzione, una direzione dell’anima.
Nel mio percorso olistico, sia nell’ambito del Reiki, del Coaching, della Mindfulness, delle
Costellazioni, della Numerologia e dei tanti altri cammini che ho intrapreso, mi sono resa conto
dell’importanza fondamentale di queste due parole nella vita degli esseri umani.
“Pace” e “bene” non sono concetti astratti o lontani, ma qualità vive, concrete, necessarie. Sono ciò
che ogni persona, nel profondo del proprio cuore, ricerca: equilibrio, armonia, amore, senso,
guarigione interiore.
La pace non è soltanto assenza di conflitto.
È uno stato interiore. È quel silenzio profondo che nasce quando smettiamo di combattere contro
noi stessi, contro la vita, contro ciò che non possiamo controllare.
È la capacità di respirare dentro le tempeste, di restare centrati anche quando fuori tutto sembra
muoversi in modo disordinato.
La pace è ritorno al cuore.
È ascolto.
È perdono.
È scegliere di non alimentare il rancore, di non rispondere al buio con altro buio, di non permettere
alle ferite di diventare muri.
È uno spazio sacro che possiamo ogni giorno, nei pensieri, nelle parole, nei gesti, nel modo in cui ci
prendiamo cura di noi e degli altri.
Il bene, invece, è ciò verso cui ogni essere umano tende, anche quando non ne è pienamente
consapevole.
Tutti, nel profondo, desideriamo il bene: essere amati, sentirci accolti, vivere relazioni sincere,
avere salute, serenità, dignità, speranza.Il bene è ciò che nutre, che consola, che eleva. È una energia, una forza silenziosa che si manifesta
nelle piccole azioni quotidiane: una parola gentile, un ascolto vero, una mano tesa, un atto di
rispetto verso la natura, un pensiero di gratitudine.
Dire “pace e bene” significa quindi augurare all’altro ciò che di più prezioso si possa desiderare:
che trovi pace dentro di sé e che incontri il bene lungo il cammino. Ma significa anche assumersi
una responsabilità: diventare noi stessi strumenti di pace e portatori di bene.
In una società spesso veloce, rumorosa e frammentata, questa espressione diventa quasi una
medicina dell’anima. Ci invita a rallentare, a semplificare, a tornare all’essenziale. Ci ricorda che
non abbiamo bisogno soltanto di risultati, conferme o possedimenti, ma di armonia, presenza,
amore, senso.
La visione olistica dell’essere umano ci insegna che corpo, mente, emozioni e spirito sono
profondamente connessi.
Quando manca la pace interiore, anche il corpo può irrigidirsi, la mente può affaticarsi, le emozioni
possono diventare pesanti.
Quando invece coltiviamo il bene, dentro e fuori di noi, tutto il nostro sistema vitale ne beneficia.
Il respiro si apre, il cuore si ammorbidisce, lo sguardo diventa più limpido.
“Pace e bene” è anche un invito alla riconciliazione con il creato. Francesco d’Assisi chiamava
fratello il sole, sorella la luna, fratello il fuoco, sorella l’acqua. In questa visione, nulla è separato.
L’essere umano non è padrone della natura, ma parte di essa. Vivere nella pace e nel bene significa
allora onorare la Terra, rispettare ogni forma di vita, riconoscere la sacralità del mondo che ci
ospita.
Ogni volta che pronunciamo queste parole, possiamo farlo con consapevolezza. Possiamo sentirle
scendere dentro di noi come un piccolo mantra:
Che io possa essere in pace.
Che io possa scegliere il bene.
Che io possa portare luce dove incontro oscurità.
Che io possa essere presenza amorevole nel mondo.
In fondo, “pace e bene” raccoglie davvero tutto ciò che l’essere umano desidera nel profondo del
cuore. Perché chi ha pace non è più schiavo del caos interiore, e chi vive nel bene non è mai
davvero povero.
È un augurio antico e sempre nuovo. Una carezza spirituale.
Una via semplice e potente.
Pace nel cuore.
Bene nei pensieri.Pace nelle relazioni.
Bene nelle azioni.
Pace con la vita.
Bene per ogni creatura.
Pace e bene, dunque, non solo come saluto, ma come scelta quotidiana. Come cammino.
Come preghiera silenziosa.
Come modo di stare al mondo.
Pace e bene, dunque, non solo come saluto, ma come scelta quotidiana. Come cammino. Come
preghiera silenziosa. Come modo di stare al mondo.
Perché il bene non è soltanto ciò che fa bene a me, ma ciò che, partendo da me, può irradiarsi nel
mondo. È un bene che non trattiene, ma si espande; non separa, ma unisce; non appartiene a uno
solo, ma diventa dono, presenza, cura, luce condivisa.
E forse è proprio questo il senso più profondo di “pace e bene”: ritrovare la pace dentro di noi,
affinché il bene possa attraversarci e raggiungere ogni creatura, ogni incontro, ogni passo del nostro cammino.
Pace e bene
A cura di Germana Rossi





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