L’amore che non dipende
- Ethicare
- 21 mag
- Tempo di lettura: 3 min
Quando parliamo di amore, quasi automaticamente, pensiamo a qualcuno. A una persona, a una relazione
o a un legame con l’altro. Siamo cresciuti con quest’idea: l’amore è qualcosa che nasce da due persone. Si
costruisce nel tempo e che quindi col tempo, spesso, può finire. È qualcosa che ci riempie, ma che può darci
mancanza, che può bruciare e darci anche dolore. E se la frase ‘’io sono tuo e tua sei mia’’ possa voler
significare anche altro? Se il desiderio ardente, il cuore confuso che non trova pace, quel desiderio che
l’amore venga presto a noi, non sia per una persona, ma per una condizione sbocciata dentro di noi?
Se ci fermiamo un attimo ad ascoltarci davvero possiamo accorgerci che esiste anche un’altra forma di
amore. Non ci hanno insegnato a definirla, eppure è lì, silenziosa e profonda. Un amore che non dipende
una persona al di fuori di noi, ma da qualcosa di nostro che sentiamo dentro. Un amore che non ha bisogno
di essere ricambiato, perché lo è nelle nostre azioni. Un amore che non cerca conferme, perché è
consapevole e riconosciuto. Un amore che non si spegne se le circostanze cambiano, perché è lui stesso a
cambiare noi.
La passione dell’amante è simile alla sete ed è unica per quanto varia. Giorno e notte la fiamma dell’amore
per l’altro arde nei cuori dei più fortunati che desiderano costantemente gettarsi nel fuoco della passione.
Ma l’amore di cui voglio parlare cova sotto la cenere, la cui scintilla non si estingue mai. È più simile ad una
direzione che ad un’emozione. Una spinta che ci orienta anche quando non sappiamo materialmente dove
stiamo andando, ma lasciamo che ci guidi.
Ci sono momenti nella vita in cui questo amore si fa sentire in modo chiaro, come un richiamo. Non è rivolto
ad una persona, ma a qualcosa di più grande. Ad una verità che percepiamo e che non riusciamo sempre a
spiegare. Può essere la spinta a vivere in modo più autentico, la sensazione che esista una versione più vera
di noi stessi, una pura spinta versa la devozione al divino oppure, più semplicemente, un bisogno profondo
di avvicinarci a ciò che sentiamo giusto. Diversa dal pensiero, è una sensazione che attraversa tutto il nostro
corpo e che, una volta riconosciuta, diventa impossibile da ignorare.
Questo amore non è semplice ne comodo, perché ci spingerà alla rinuncia di ciò che era per percorrere la
strada di ciò che sarà. Ci chiederà di lasciare andare ciò che non ci rappresenta più, di fare scelte che non
sempre si trovano su una strada facile. Queste azioni, se eseguite, saranno incomprensibili agli occhi degli
altri, perché spesso, non seguono le logiche della società contemporanea. Queste azioni posso portare gli
altri, conformati a questa società e lontani da una visione vera e profonda, a farsi beffe di noi. Ma loro non
riusciranno a scoraggiare chi è guidato da questo amore. Ascoltarsi e dare credito alle proprie sensazioni fa
si che percorrere la strada dell’amore sia in realtà semplice. Costoro possono realizzare il valore del contatto
spirituale, guidati dalla propria anima. Questi tra noi illuminati, non vivono nel mondo, ma lo attraversano
come frecce che puntano al centro del bersaglio. L’uniformarsi alla società o vincerla non sarà più il loro
credo, e non avranno paura di liberarsi dalle catene della formalità.
La consapevolezza, quindi, ci porta al punto in cui ascoltarsi non è più una possibilità tra le tante, ma diventa
necessario. Fino a che non possiamo più fingere di non sentire, perché ogni volta che lo facciamo il disagio
aumenta, la distanza da noi stessi diventa evidente e quella voce interiore torna a farsi sentire più forte di
prima. Allo stesso tempo diventa anche più semplice tornare a sé, perché iniziamo riconoscere quella
sensazione che non ha bisogno di spiegazioni.
L’amore a cui siamo abituati spesso nasce da un bisogno, dal riconoscersi, dal desiderio di essere visti, alle
volte purtroppo nasce dalla paura della solitudine. Quest’altra forma di amore nasce da una presenza, non
da una mancanza. Non riempie un vuoto, è già piena. Diventa una fedeltà silenziose a ciò che sentiamo
essere vero. Quando iniziamo a riconoscere questo amore, anche il nostro modo di vivere cambia. Non si
tratterà più di fare ciò che dobbiamo fare, ma di portare nelle nostre azioni qualcosa che ci rappresenta
davvero. Anche nelle più piccole e semplici cose. Non sono exploit straordinari, ma è più un allineamento
che si costruisce poco alla volta nel quotidiano. Prendere consapevolezza di noi stessi ci farà innamorare di
ciò che siamo facendoci accorgere che questo amore ci stava già guidando in silenzio da sempre, portandoci
nel qui e ora.Vivere all’insegna di questo amore ci renderà illuminati a tal punto da trasformare le beffe in inni alla nostra Vera felicità.
A cura di Matteo Amata





Commenti