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L’amore che non dipende


Quando parliamo di amore, quasi automaticamente, pensiamo a qualcuno. A una persona, a una relazione

o a un legame con l’altro. Siamo cresciuti con quest’idea: l’amore è qualcosa che nasce da due persone. Si

costruisce nel tempo e che quindi col tempo, spesso, può finire. È qualcosa che ci riempie, ma che può darci

mancanza, che può bruciare e darci anche dolore. E se la frase ‘’io sono tuo e tua sei mia’’ possa voler

significare anche altro? Se il desiderio ardente, il cuore confuso che non trova pace, quel desiderio che

l’amore venga presto a noi, non sia per una persona, ma per una condizione sbocciata dentro di noi?

Se ci fermiamo un attimo ad ascoltarci davvero possiamo accorgerci che esiste anche un’altra forma di

amore. Non ci hanno insegnato a definirla, eppure è lì, silenziosa e profonda. Un amore che non dipende

una persona al di fuori di noi, ma da qualcosa di nostro che sentiamo dentro. Un amore che non ha bisogno

di essere ricambiato, perché lo è nelle nostre azioni. Un amore che non cerca conferme, perché è

consapevole e riconosciuto. Un amore che non si spegne se le circostanze cambiano, perché è lui stesso a

cambiare noi.

La passione dell’amante è simile alla sete ed è unica per quanto varia. Giorno e notte la fiamma dell’amore

per l’altro arde nei cuori dei più fortunati che desiderano costantemente gettarsi nel fuoco della passione.

Ma l’amore di cui voglio parlare cova sotto la cenere, la cui scintilla non si estingue mai. È più simile ad una

direzione che ad un’emozione. Una spinta che ci orienta anche quando non sappiamo materialmente dove

stiamo andando, ma lasciamo che ci guidi.

Ci sono momenti nella vita in cui questo amore si fa sentire in modo chiaro, come un richiamo. Non è rivolto

ad una persona, ma a qualcosa di più grande. Ad una verità che percepiamo e che non riusciamo sempre a

spiegare. Può essere la spinta a vivere in modo più autentico, la sensazione che esista una versione più vera

di noi stessi, una pura spinta versa la devozione al divino oppure, più semplicemente, un bisogno profondo

di avvicinarci a ciò che sentiamo giusto. Diversa dal pensiero, è una sensazione che attraversa tutto il nostro

corpo e che, una volta riconosciuta, diventa impossibile da ignorare.

Questo amore non è semplice ne comodo, perché ci spingerà alla rinuncia di ciò che era per percorrere la

strada di ciò che sarà. Ci chiederà di lasciare andare ciò che non ci rappresenta più, di fare scelte che non

sempre si trovano su una strada facile. Queste azioni, se eseguite, saranno incomprensibili agli occhi degli

altri, perché spesso, non seguono le logiche della società contemporanea. Queste azioni posso portare gli

altri, conformati a questa società e lontani da una visione vera e profonda, a farsi beffe di noi. Ma loro non

riusciranno a scoraggiare chi è guidato da questo amore. Ascoltarsi e dare credito alle proprie sensazioni fa

si che percorrere la strada dell’amore sia in realtà semplice. Costoro possono realizzare il valore del contatto

spirituale, guidati dalla propria anima. Questi tra noi illuminati, non vivono nel mondo, ma lo attraversano

come frecce che puntano al centro del bersaglio. L’uniformarsi alla società o vincerla non sarà più il loro

credo, e non avranno paura di liberarsi dalle catene della formalità.

La consapevolezza, quindi, ci porta al punto in cui ascoltarsi non è più una possibilità tra le tante, ma diventa

necessario. Fino a che non possiamo più fingere di non sentire, perché ogni volta che lo facciamo il disagio

aumenta, la distanza da noi stessi diventa evidente e quella voce interiore torna a farsi sentire più forte di

prima. Allo stesso tempo diventa anche più semplice tornare a sé, perché iniziamo riconoscere quella

sensazione che non ha bisogno di spiegazioni.

L’amore a cui siamo abituati spesso nasce da un bisogno, dal riconoscersi, dal desiderio di essere visti, alle

volte purtroppo nasce dalla paura della solitudine. Quest’altra forma di amore nasce da una presenza, non

da una mancanza. Non riempie un vuoto, è già piena. Diventa una fedeltà silenziose a ciò che sentiamo

essere vero. Quando iniziamo a riconoscere questo amore, anche il nostro modo di vivere cambia. Non si

tratterà più di fare ciò che dobbiamo fare, ma di portare nelle nostre azioni qualcosa che ci rappresenta

davvero. Anche nelle più piccole e semplici cose. Non sono exploit straordinari, ma è più un allineamento

che si costruisce poco alla volta nel quotidiano. Prendere consapevolezza di noi stessi ci farà innamorare di

ciò che siamo facendoci accorgere che questo amore ci stava già guidando in silenzio da sempre, portandoci

nel qui e ora.Vivere all’insegna di questo amore ci renderà illuminati a tal punto da trasformare le beffe in inni alla nostra Vera felicità.


A cura di Matteo Amata



 
 
 

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