Intervista di Dafne Rubini alla Presidente e Vice-presidente dell’Associazione

Una nuova sede per un nuovo inizio

Intervista di Dafne Rubini alla Presidente e Vice-presidente dell’Associazione

 

Parcheggio la macchina e faccio qualche metro a piedi. E’ una strada ad alta percorrenza e la città con i suoi rumori ancora mi sta dentro i pensieri. Sguardo basso, immerso nell’asfalto. Dall’altra parte della strada troneggia l’insegna viola dell’Associazione. Sono arrivata.

 

Mi chiudo il cancello alle spalle. Letizia mi accoglie. Ferma sulla sommità della scala, fa segno di fare piano. Qualcuno, in giardino, lontano da occhi indiscreti, sta facendo un trattamento ayurvedico.

Salgo gli alti scalini di pietra e penso a quando ero bambina, quando tutto mi sembrava grande e misterioso. E’ la prima volta che entro nella nuova sede dell’Associazione e non so davvero cosa aspettarmi.

 

Intravedo il piccolo ingresso. Penso che non è un ingresso invadente, di quelli che urlano “ECCOMI”. Ma uno di quelli che sorridendo, placidi, suggeriscono un “eccoti, finalmente.”

 

Il disimpegno raccolto ospita un lettino adornato di petali di rosa, candele e una piccola scrivania. Letizia mi illustra le novità: potendo usufruire di nuovi spazi interni ed esterni, le attività del centro olistico si sono ulteriormente diversificate. Mi mostra dunque le nuove brochure descrivendomi con entusiasmo ogni disciplina e trattamento. Mi sembra tutto talmente interessante che le chiedo di prepararmi una scheda personalizzata per poter subito fissare il primo appuntamento.

 

Il tour della nuova sede è tuttavia solo all’inizio. Attraverso la grande porta verso il salone. Appena entrata credo, per un attimo, di essere al mare. In uno di quei luoghi sulla spiaggia nel mio quartiere, in un’altra periferia di Roma. Le pareti turchesi, tondeggianti, mi riportano al rumore delle onde, come se potessi immergermi nell’acqua da un momento all’altro. Ora la strada, le macchine e la città sono davvero lontani. Mi lascio cullare dalle forme morbide e dalle linee ordinate dell’openspace, qui dentro si potrebbe fare di tutto.

 

Ancora una volta mi accorgo quanto questo luogo rispecchi l’etica, appunto, del progetto che ospita: un luogo dove scoprirsi, centrarsi, dove accogliere tante diverse professionalità e attività. Incontro è la parola d’ordine.

 

Ci avviciniamo al PC per verificare le disponibilità degli operatori e vengo attratta dalle immagini del sito. Mi appare ancora più curato dell’ultima volta che l’ho visitato ma, soprattutto, noto che i progetti dell’Associazione si sono nel frattempo moltiplicati. Letizia mi dà informazioni su quelli già avviati come su quelli ancora in cantiere e mi viene una gran voglia di sottoporle anche le mie idee. Non appena rientrerò a casa le scriverò penso, mentre un effetto di luce attira la mia attenzione. Alzo lo sguardo e la mia vista si perde nel verde brillante dello spazio antistante la casa.

 

Oltre il salone si affaccia dalle vetrate un giardino, intravedo l’orto biologico e l’erba tagliata all’inglese. Chiedo se posso uscire a dare un’occhiata. Mi tolgo le scarpe e, finalmente, mi godo la pace di una meditazione.

 

Conosco il sogno dell’Associazione da quando era solo un embrione. Entrando in questo spazio non si percepisce, tuttavia, il viaggio che il progetto ha affrontato per giungere sin qui. Sembra tutto compiuto, così, senza sforzo. Da dove è nato, chi c’è dietro e quanto impegno abbia richiesto… l’armonia di questo luogo non riesce a raccontarlo.

 

Decido dunque di rientrare con l’intenzione di chiedere a Letizia e a Lara, Vicepresidente e Presidente dell’Associazione, se posso far loro qualche domanda e poi metterla per iscritto.

Come sempre si mostrano entusiaste e disponibili.

 

Ci accomodiamo sui divani, sorseggiando qualcosa di fresco, e così inizia la nostra chiacchierata.

 

Cosa vi ha portato a voler creare e gestire un’Associazione Culturale?

 

LARA: Sono stata spinta dall’esigenza di contribuire, in modo più efficace di quanto già non facessi, al benessere della collettività e del Pianeta.

 

LETIZIA: Avendo sperimentato io per prima la disperazione, quell’insostenibile malessere che nasce nel profondo dell’anima e dal quale mi è stato possibile uscire solo grazie alla psicoterapia, ho deciso che potevo e volevo fare qualcosa per aiutare le persone a ritrovare la propria serenità offrendo loro degli strumenti per liberarsi da blocchi e condizionamenti.

 

Come e quando nasce Ethicare?

 

LARA : EthiCare esiste dentro di me da sempre, anche se ha preso forma piano piano e si è definitivamente concretizzata, grazie all’incontro con Letizia, nell’estate del 2018. È un progetto che nasce da un’impellenza, dall’impossibilità di far prescindere la mia felicità da quella dell’intero esistente.

 

LETIZIA: Nasce nel luglio 2018. Nell’approfondire la terapia ho scoperto che  il mio grande amore per il prossimo, per gli animali e per il benessere del Pianeta poteva trasformarsi in un progetto concreto e comune.

 

Perché avete scelto questo nome e cos’è per voi l’etica?

 

LARA: Ritengo urgente una riflessione sui valori, sulle norme e sui comportamenti che hanno condotto  all’attuale stato di degrado e di caos. Per questo il riferimento all’Etica, che per me significa considerarsi parte di un tutto di cui prendersi cura, agire nell’interesse generale della Vita tenendo conto di ognuno, umano e non umano, vivente e non vivente, con empatia e compassione.  Credo che il mondo abbia bisogno di questo.

 

LETIZIA: Le due parole congiunte rispecchiano la nostra filosofia, l’idea di accogliere prendendosi cura dell’altro in modo etico ovvero comportandosi in modo amorevole verso noi stessi e, di conseguenza, verso tutto quello che ci circonda.

 

Quanti professionisti lavorano attualmente per l’associazione?

 

LARA: Allo stato attuale siamo una ventina di persone e colgo l’occasione per ringraziarli tutti, compreso chi ci sostiene dalle “retrovie”.

 

LETIZIA: Siamo una  squadra di circa 20 persone. Una belle equipe!!

 

Come li avete scelti?

 

LARA:  Ovviamente li selezioniamo in base alle loro capacità e alla loro professionalità. Ma, prima di tutto, li scegliamo per il loro cuore.

 

LETIZIA: Nei colloqui iniziali ho appurato che condividevamo gli stessi valori. Successivamente

ho chiesto di poter sperimentare le loro tecniche su di me, ed è stata un’esperienza incredibile che ha messo a nudo il mio Io e mi ha permesso di approfondire ulteriormente il mio lavoro di analisi.

 

Quanto è importante per voi che i professionisti coinvolti comunichino fra loro condividendo esperienze e punti di vista?

 

LARA: È imprescindibile, direi. La collaborazione è uno dei principi ispiratori della nostra associazione. Gli operatori devono essere capaci di fare squadra, di mettere da parte il proprio Ego per agire come un corpo unico la cui priorità sia il benessere comune e dei nostri associati.

 

LETIZIA:

È fondamentale. La comunicazione è la base di ogni relazione e la nostra associazione è impegnata su molti fronti. Il nostro è sempre un lavoro di squadra. Quando  poi viene accolto un associato e si lavora su di lui si fa ricorso a più discipline contemporaneamente e grazie alla condivisione delle informazioni riusciamo ad intervenire al meglio e in tempi più brevi.

 

Ci sono grandi progetti per Ethicare che ancora non avete svelato?

 

LARA: Abbiamo molti progetti e obiettivi da raggiungere, ma non ci accaniamo su di essi. Preferiamo lasciare che il nostro percorso si definisca strada facendo arricchendosi del contributo di chi si unisce a noi.

 

LETIZIA: Siamo solo all’inizio e pensiamo al presente, in modo da realizzare delle fondamenta solide che ci consentano poi di impegnarci nella realizzazione di un grande progetto che abbiamo in mente.

 

Come vi immaginate Ethicare fra cinque anni/dieci anni?

 

LARA: Per ora mi concentro sul presente. Spero però che tra cinque o dieci anni ci sia meno bisogno delle nostre campagne. Vorrebbe dire vivere in un mondo più etico.

 

LETIZIA: Immagino una equipe di professionisti ancora più nutrita, che ci permetta di affrontare nuove sfide e andare incontro alle necessità di un numero sempre maggiore di persone.

 

C’è qualcosa che volete dire a chi ancora non vi conosce?

 

LARA: A chi non ci conosce direi che se il nostro cammino si è incrociato c’è sicuramente un buon motivo per conoscerci.

 

LETIZIA: Venite a trovarci e sarete accolti con comprensione e amorevolezza da un magnifico staff di professionisti qualificati, in un ambiente curato e armonioso.

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